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Archangelica

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Michel Godard

Dopo “Cousins Germains” (2005) e Impertinance” 2006, Michel Godard firma il suo terzo album per la Cam Jazz.

Questa volta il musicista francese presenta un progetto che lo vede affiancato ad una formazione specializzata nel repertorio barocco che ha la propria sede a Grenoble, e da altri musicisti di rilievo: la vocalist Maria Pia de Vito, il chitarrista Gerard Marais, il vibrafonista Frank Tortiller, il batterista Patrice Heral, il clavicembalista Freddy Eichelberger e l’organista Miriella Giardella, responsabile anche della direzione dell’ensamble. 

Godard suona i suoi abituali strumenti: la tuba e il curioso serpentone. E’ estremamente difficile recensire un disco che è in parte jazz ma suonato da musicisti di musica barocca; è quasi incredibile ma la commistione di due generi e stili diversissimi, si amalgama in una opera di notevole valore artistico e musicale. Musicista di rara versatilità Godard agisce con pari bravura sia nel campo della musica improvvisata che della musica classica.

Ha collaborato con Michel Portal, Louis Sclavis, Henry Texier, Kenny Wheeler, Pierre Favre, e come componente e solista dell’Orchestre Philarmonie de Radio France e de L’Ensamble Baroque La Venice.

L’essenza di questo disco è ben sintetizzata nelle note di copertina dalla scrittrice Nancy Huston: “Quando la musica barocca e il jazz fondono temi ed impostazioni, la magia contemporanea si allaccia alla sacralità del passato e le ombre svelano la loro luce”.

Giuseppe Candiano

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