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Bianca come il latte, rossa come il sangue

Bianca come il latte, rossa come il sangue

bianca come il latteBianca come il latte, rossa come il sangue

Alessandro D’Avenia

Ho da poco finito di leggere “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia, e decido di scrivere due righe di getto, senza neanche guardare la sua biografia o eventuali retroscena legati alla storia.

Accade spesso, infatti, che per inquadrare meglio il contesto dello scrittore e magari farmi un’idea più precisa della genesi del libro, me ne vado a cercare informazioni in rete.

Senza girarci intorno, il libro mi è piaciuto molto e devo ringraziare una mia amica per l’invito alla lettura. Ne approfitto, anzi, per sottolineare quanto sia importante il passaparola con i libri. Quanti capolavori, piccoli o grandi che siano, rischiano di rimanere sepolti ai nostri occhi dalla polvere dell’anonimato se non ci fossero i preziosi suggerimenti dei nostri amici!

Ma torniamo al libro, che narra sostanzialmente di un adolescente che ci conduce per mano, raccontandolo in prima persona, nel suo mondo apparentemente ovattato in cui si appresta a diventare adulto.

Sapete già che non mi piace parlare della trama dei libri, anche per non rovinare il piacere della lettura; va detto però che la storia mi ha colpito per la delicatezza del tema e per la sensibilità con cui è stata affrontata. Così come mi hanno colpito Leo, il sedicenne protagonista e il professore supplente in cui non si fa fatica a identificare lo stesso scrittore D’Avenia.

Mi ha colpito anche il titolo del libro, veramente originale, che potrebbe inizialmente depistare le aspettative del contenuto e che invece poi si rivela assolutamente azzeccato. La contrapposizione dei due colori e di tutto ciò che suscitano nell’immaginario del protagonista (e di conseguenza al lettore), è di per sé un valido argomento di riflessioni e motivo complementare alla lettura stessa.

Sul bianco in particolare le mie associazioni sono subito andate alla “bianchezza della balena” di Vinicio Capossela, contenuto all’interno del CD “Marinai, profeti e Balene” che spero un giorno di recensire…

Un libro da leggere, che vi intratterrà con un mix di spensieratezza, sorrisi e qualche lacrima. Condite con qualche pillola di saggezza.

Tutto l’occorrente insomma per una buona storia, al punto che nel 2013 il regista Giacomo Campiotti ne ha realizzato un adattamento cinematografico (con Luca Argentero), che ha riscosso un certo seguito.

Luciano Triolo

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