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Charlie Haden

Charlie Haden

charlie_haden_rambling_boySettantasei anni, la maggior parte dei quali passati suonando il suo amato contrabbasso.

Sto parlando di Charlie Haden, autentico monumento della musica jazz, che venerdì 12 luglio ha compiuto l’ultimo viaggio. Quello verso l’olimpo dei musicanti.

In questi giorni, com’è naturale che sia, gli articoli su di lui si sprecano e si possono reperire in rete ogni tipo di informazioni sulla sua vita e la sua carriera. Chi volesse pertanto approfondirne la biografia, non ha che l’imbarazzo della scelta.

A me, invece, preme parlare della sua sensibilità musicale, da autentico poeta delle sette note, che lo ha seguito come un’ombra nel suo lungo e memorabile percorso artistico.

Partendo dalle sue radici country, che hanno costituito le fondamenta della sua esperienza, Charlie Haden ha percorso un affascinante viaggio di ricerca attraverso generi e tradizioni diverse, contraddistinto sempre da una dedizione assoluta e un amore incondizionato verso LA musica.
A prescindere dalle etichette.

Ripercorrerlo tutto, non sarebbe impresa da poco. Mi piace però ricordarne alcune tappe significative.

Inizio con la Liberation Music Orchestra, la Big Band formata con Carla Bley, capace di miscelare tradizioni popolari con sperimentazioni e linguaggi orchestrali, anticipando di una decina d’anni quella che poi si sarebbe affermata come World Music.

E continuo con la nascita del free jazz, cui ha contribuito insieme ad Ornette Coleman, nel celeberrimo manifesto costituito dal controverso disco “SongX“…

E poi riportando la fantastica esperienza con Keith Jarrett. E a seguire quella con il Quartet West

Impossibile non citare l’omaggio al Missouri nel bellissimo e struggente “Beyond The Missouri Sky“,l’album inciso con l’amico di lunga data Pat Metheny (insieme a lui anche in “Song X”).

Così come non sottolineare il confortevole ritorno a casa con “Rambling Boy“, l’album del 2009 registrato con la famiglia, Elvis Costello, la figlia di Johnny Cash e il genero, Jack Black…

E infine l’ultimo e profetico “Last Dance“, il disco inciso con Keith Jarrett…

Nel mezzo, infinite collaborazioni e variegate esperienze con i migliori musicisti al mondo.

E’ lecito quindi pensare che ogni percorso intrapreso, tende ad arricchire l’identità di qualsiasi musicista.
Nel caso di Charlie Haden invece, è stata la musica a guadagnarci di più.

Il suo personalissimo approccio ed il suo inconfondibile tocco vellutato, infatti, sono divenuti nel tempo un marchio di fabbrica che hanno ingentilito il panorama musicale, decretandone una sorta di gentiluomo delle corde.

La sua è stata una battaglia dichiarata alla “bruttezza e alla tristezza che ci circonda”.

Charlie Haden è stato uno di quei personaggi che, senza tanto clamore, hanno di fatto cambiato le regole del gioco, compiendo una specie di rivoluzione pacifica.

Per questo, ogni volta che ascolto Haden, mi viene in mente una frase di Agostino Degas:

“Le persone sono come fiumi: più sono profonde, meno rumore fanno”.

Luciano Triolo

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