Crea sito
Home / Recensioni / Libri / Creatura di sabbia
Creatura di sabbia

Creatura di sabbia

Creatura-di-sabbiaCreatura di sabbia

Tahar Ben Jelloun

“Non si ritorna mai da così lontano come da se stessi”

“Ho un corpo di donna; vale a dire che ho un sesso femminile, anche se non è mai stato usato. Sono una zitella che non ha neppure il diritto di avere le angosce di una zitella. Ho un comportamento da uomo, o più precisamente, mi è stato insegnato a comportarmi e a pensare come un essere naturalmente superiore alla donna. Tutto me lo permetteva: la religione, il testo coranico, la società, la tradizione, la famiglia, il paese… e io stesso”.

La storia è quella di Mohamed Ahmed, ma non è solo la sua voce a parlare. Le voci sono molte e raccontano la storia di una bambina, l’ultima di molte figlie, quella che diventa l’erede maschio, quella che impara a camuffare la voce, a ingannare il proprio corpo e a sottometterlo, quella che si sostituirà al padre e comanderà le donne della casa. Nessuno però, le insegnerà a gestire le proprie emozioni,  le esigenze ed i sogni della donna che è, costruendo così una gabbia mentale e fisica attorno a sé.

Tutto ciò che le accade viene raccontato come in una favola orientale, ma il solo a conoscere la verità sulla propria esistenza è lo stesso Ahmed anziano, documentandolo in diario su cui lei stessa aveva riversato le proprie confessioni, il doloroso viaggio in un mondo che comunque sente ostile.

Il racconto stesso sembra essere una gabbia di sabbia: come la sabbia scivola e si frammenta, scorre e forma percorsi faticosi, come dei cammini tortuosi dentro sillabe e immagini. Le voci che si intrecciano sono, per dirla alla Pessoa, una sola moltitudine, voci che risuonano nella solitudine di una stanza, tra le pagine di un manoscritto affidato ad un cantastorie, tra i visi di una piazza marocchina, così come risuona chiarissima e dolorosa la voce di Ahmed, quasi un sussurro intimo, che accarezza le ambiguità e le ricerche intime dell’essere umano.

In questo intreccio complesso le angosce di Ahmed sfociano in una ricerca tormentata e solitaria per spiegare questo dualismo e le contraddizioni di un corpo che vive come un uomo, ma il cui mondo interiore è femminile, ricercando una liberazione da sé stesso, in una società che critica e per la quale prova repulsione, dove “Essere donna è una menomazione naturale della quale tutti si fanno una ragione. Essere uomo è un’illusione e una violenza che giustificano e privilegiano qualsiasi cosa”.

Pamela Cicala

About loscrignodeisogni

Commenti chiusi.

Scroll To Top