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Dream Dance

Marc-Johnson,-Joey-Baron-Enrico-Pieranunzi-Dream-DanceDream Dance
Enrico Pieranunzi- Marc Johnson- Joey Baron

Dream Dance è il settimo album di Enrico Pieranunzi inciso per la CAM Jazz assieme ai suoi due fedeli partner americani, ovvero il contrabbassista Marc Johnson e il batterista Joey Baron.

Vincitore del “Top Jazz 2008” come miglior musicista dell’anno,  Pieranunzi ha scritto: “Questo trio possiede qualcosa di magico che non riesco a spiegare. Non si tratta di un concetto, ma di un evento miracoloso che nasce dall’intuizione e dall’alternanza di azione e reazione. Amo chiamare questo gruppo il trio del cuore”.  E di cuore questo disco ne ha molto, a partire dalla bellissima “As never before” proseguendo per “Dream dance” e “Castle of solitude”, la mia preferita del disco. Un disco eccellente, vario mai ripetitivo, di grandissima fattura.

Thomas Conrad ha scritto sulle note di copertina: “Il trio pianistico è stato definito “la più piccola orchestra jazz completa”. Una purezza riduttiva e un equilibrio perfetto sono il suo Zen.

Grandi pianisti jazz come Powell, Peterson e talvolta anche Tatum suonavano affiancati da due accompagnatori. Ma il trio pianistico nella forma che noi oggi conosciamo fece il suo esordio intorno al 1959, quando Bill Evans osò concedere piena libertà al bassista e al batterista che lo accompagnavano.

Fu una rivelazione sentire quel che venne fuori quando a un bassista lirico come Scott LaFaro e a un batterista intuitivo come Paul Motian venne affidato un ruolo comprimario all’interno di un progetto di interazione creativa trilaterale. Il gruppo formato da Enrico Pieranunzi, Marc Johnson e Joey Baron risponde a tutti i criteri che abbiamo esaminato e rappresenta un esempio audace e unico della forma artistica del trio pianistico del nuovo millennio.”

Dream Dance è stato registrato il 6 e 7 dicembre del 2004 presso i rinomati Bauer Studios di Ludwigsburg, in Germania. Tutte le composizioni recano la firma di Pieranunzi, ma l’elaborazione e il risultato finale sono assolutamente collettivi.

Scrive ancora Thomas Conrad: “Pieranunzi, Johnson e Baron riescono a presentare così tante tessiture e ampiezze e atmosfere che risulta difficile descriverle in termini di stile”. Si, stile è la parola che meglio riassume la magia di questi nove brani, da ascoltare e godere tutti di seguito per poter apprezzare appieno la forza compositiva ed esecutiva che pochi ancora possiedono.

Altamente raccomandato.

Giuseppe Candiano

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