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I Guardiani del Cielo

i-guardiani-del-cieloI cacciatori del cielo lasciano l’eredità del coraggio a tutti quelli che osano sognare la speranza per chi dispera se anche questo fosse solamente una briciola
per alleviare la fame dello spirito e come tale venisse accettata, allora l’umanità si troverebbe alla fine del principio…

 

I guardiani del Cielo, di Michael Wolf (The Catchers of Heaven)

Non affronterò questo libro dalla parte scientifica, data la mia assoluta ignoranza in materia, rischierei solamente di forviare il lettore con concetti imprecisi e non del tutto corrispondenti al pensiero Wolfiano. Per la precisione “il pensiero” dello scienziato Michael Wolf, nonché autore di quest’opera a mio avviso imperdibile.

Per questo, le mie considerazioni resteranno puramente emozionali, legate a ciò che mi ha dato e ho compreso leggendolo.

Parto da questa frase in cui l’autore cita testualmente “Non è per molti sentire di venire d’altrove e a quell’altrove essere destinati”… In questa frase si racchiude tutta l’opera di questo scienziato che, con grande coraggio, nei suoi ultimi anni di vita ha voluto donare la sua esperienza a noi U MANI (come ci definisce).

“Un libro che spiffera, una fermata rivelatrice prima del suo ritorno a casa”. Così spiega Wolf, il perché di quest’opera.

Il lettore ci regala una scrittura entusiasta a sprazzi folle, ma assolutamente vitale, la quale apre al cielo e ai suoi abitanti; introducendo testimonianze, rivelazioni su un interrogativo da sempre attuale e nel contempo temuto: Siamo soli in questo universo? Tutto questo, per i lettori meno aperti a visioni alternative, potrà sembrare un libro fantascientifico di nessuna rilevanza. Per cui prego: chiunque si imbatterà in questa lettura di dare una chance a quest’uomo (che forse proprio U MANO non era) il quale ha vissuto la sua esistenza terrena “la sua missione” per donare ai futuri terrestri, nuove concezioni, verità molto spesso già note al potere, ma nascoste al popolo, perché il sapere arricchisce l’uomo, lo rende forte e meno ingenuo ai brogli che lo stanno pian piano portando alla sua imminente auto-distruzione!

L’autore intraprende questo viaggio nella sua conoscenza, raccontandoci la sua esperienza nei palazzi del potere americano, avvertendoci su quali pericoli la terra sta andando incontro, e il perché dell’avvento di altri popoli celesti sui nostri cieli. Conducendoci così, mano nella mano ad una visione nuova di ciò che realmente è la nostra esistenza, la nostra origine. Sfatando il mito del “Big Bang”, con tesi assolutamente probabili, ma c’è molto di più da dire: in questa narrazione non troverete solo dati, statistiche e ipotetici incontri extra mondo, ma Wolf unirà scienza e fede, un connubio che ha quasi dell’incredibile a pensarci.

Michael Wolf, uomo non credente, si scopre tale proprio con l’aiuto dei suoi fratelli extramondo e qui mi collego ad un’altra citazione, che l’autore fa, riferendosi alla nostra esistenza: “Questa non è la fine. Questo non è l’inizio della fine. Questa è la fine dell’inizio!”. Su questa affermazione si potrebbe dibattere per ore. “Questa è la fine dell’inizio”. La vita non è che l’inizio! Definizione che possiamo affiancare a “vita eterna” parola espressa più volte nei testi biblici, sui pulpiti dei prelati, in molte altre occasioni dai popoli U MANI, i quali si aggrappano a questa “speranza” che in questo contesto narrativo diviene “certezza”.

La sua scrittura ironica e tagliente, ci porta a conoscere l’autore anche sotto l’aspetto umano: un vissuto il suo tragico, ma nel contempo illuminato dalla consapevolezza, che tutto si risolverà il giorno del suo ritorno a casa.

Michael narra la sua vita fin dai primi anni, la sua fatica ad accettarsi come uomo, la sua difficoltà nel relazionarsi ai suoi simili, fino alle prime visioni con in Grigi (popolo alieno), amici immaginari, che lo accompagneranno nella sua crescita travagliata da mille domande, da pensieri che non giungono e lo indurranno negli anni a definire le sue origini, rivelando così la sua vera identità aliena.

Da qui la sua crescita in campo scientifico che affermerà il suo cammino e le sue scoperte, i suoi incontri con i suoi fratelli appartenenti ad altri popoli dell’universo e qui cito un suo passaggio molto bello e significativo: “E presto accettammo il luogo che ognuno di noi occupava nell’Eterno”.

Wolf ribalta in questa lettura tutte le nostre vecchie sicurezze. Denunciando l’uomo e la sua egoistica esistenza: Viviamo su un pianeta che non ama il proprio fratello, che uccide, violenta i propri figli e se tutto ciò non bastasse, avvelena la sua madre terra, portandola poco a poco ad un punto di non ritorno. Sentendosi padrone di un pianeta che non gli appartiene con l’assurda pretesa di essere “l’unico” essere vivente dell’universo .

In quest’opera dai suoi innumerevoli significati, non posso fare a meno che sottolineare la dolcezza dialettica, quasi estatica, di quest’uomo, quando descrive la sua famiglia, rammentando il suo grande amore per il figlio Daniel, il rapporto speciale che aveva con lui e la moglie Sarah, morti prematuramente, ma vivi nella sua consapevolezza di ritrovarli oltre questa fine dell’inizio. Quando il suo compito terreno sarà al termine e finalmente “tornerà a casa”. Cito ancora Wolf: ”Una nuova vita, non il dubbio ci attende!”.

I personaggi descritti dall’autore sono quasi tutti enigmatici, ma ognuno di loro arricchirà con la sua essenza queste pagine, lasciando nuove visioni sull’amore, quello puro e totale: sostanza dell’essere.

Leggendo Wolf non si potrà che rasserenarci sui nostri fratelli “extramondo” comprendendo ancora una volta che abbiamo molto da imparare da loro. Una frase che simboleggia il pensiero oltre cielo (secondo Wolf ) è: “L’unica arma a tutti i mali è l’amore incondizionato” .

Concludo con un’ultima citazione di Wolf (ricorrente in più di un’occasione): “E Dio Osserva e Attende…”

Con questo passaggio ringrazio Michael Wolf, Essere di vita e di Luce per avere dedicato un po’ di luce anche ai nostri occhi, coperti da troppe paure immotivate.

Buona lettura !

Monica Pasero

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