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Il bosco senza tempo

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di Stefano Carnicelli

“Ho mirato grandezze che sono una miseria perché nei cieli immensi quello che manca è l’aria”
Roberto Vecchioni”

“E poi la felicità svanisce, e tu ti trovi a sopravvivere, prosegui il tuo cammino, chiudendo le porte al ricordo. Vai avanti per ciò che sai fare, che hai sempre fatto. Il tuo lavoro: l’unica cosa che ti rimane, ma un giorno ti rendi conto che ora hai bisogno d’altro. Così decidi che è tempo di cambiare. Torni indietro, nel luogo della tua crescita, dove nelle memorie di bambino provi a rinascere”.

E cosi farà  il protagonista di questo imperdibile romanzo, scritto dalla penna  sensibile di Stefano Carnicelli

Riccardo, dopo la tragica morte della sua famiglia, ritorna alle sue origini. Accolto con amore dalla gente del posto. Nella casa che fu dei suoi genitori prova a rincominciare. Un bosco veglia il paese, alto e imponente  abbraccia con i suoi rami il piccolo borgo. In quel bosco, Riccardo scopre la magia di quei luoghi ,tra le fronde del suo grande faggio, vivrà episodi passati che debutteranno nuovamente nel tempo di oggi in quelle terre che furono scenario di ieri.

Tra queste vicende non posso che soffermarmi sul commovente racconto dell’autore, interprete in prima persona di quei tragici momenti di distruzione, durante il  devastante terremoto del Aquila. Pagine piene di speranza, di dolore e di consapevolezza, in cui Stefano con grande amore, testimonia e dedica  una parte del suo libro alla sua città condividendo  con il lettore il suo commovente ricordo.

Ma “Il bosco senza tempo”  ha tante altre realtà e tra tutte mi sento di  ricordare la tragica e dolcissima  storia di Pluto (un uomo) e il suo commovente cammino nella  vita, che lo porterà a vivere un’identità bizzarra, ma meravigliosa per lui. Pluto è  solo uno  dei tanti personaggi che troverete in questo incantevole scritto. Un libro che respira, parla, racconta, di quanto la vita sia dura, quanto sia difficile spesso sorridere ancora.

Un libro che insegna  l’importanza del crederci, del  ricominciare  sempre. Perché tra le fronde di un bosco incantato, la vita profuma ancora, e in quei luoghi magici ognuno di noi potrebbe riscoprirsi ancora vivo.

Perché “il bosco senza tempo” non è poi così lontano da ognuno di noi, basta chiudere gli occhi e bussare alla propria anima e un’ebbrezza profumata d’abete accarezzerà ancora il nostro cammino.

Monica Pasero

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