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Leggenda di un amore eterno

Leggenda-di-un-amore-eternoLeggenda di un Amore Eterno
di Monica Pasero

Stanotte non avevo sonno.

E come sempre accade in questi casi, ho deciso di leggere un libro. Sul perché ne selezioni uno, in particolare, ne potrei ricavare un post e, anzi, mi sa che prima o poi lo farò.

Ad ogni modo, la scelta è andata su “Leggenda di un Amore Eterno” di Monica Pasero, che attendeva già da diverse settimane nella mia personalissima tramoggia.

In vena di sdolcinerie, si potrebbe pensare di getto.

No, di buoni sentimenti, di sogni da raggiungere, di dialoghi con l’anima… Insomma in vena di storie a lieto fine.

Non se ne può più di guerre fratricide, tragedie in mare, aerei bersaglio, epidemie falcidianti, farmaci killer e fabbriche assassine… Ecchecavolo.

Quindi libro, dicevamo. Devo dire la verità fino in fondo… speravo che l’inizio della lettura potesse in qualche modo procurarmi un repentino abbassamento delle palpebre.

E invece… Complice la non eccessiva lunghezza del testo e, soprattutto, la capacità della sopracitata autrice di rendere scorrevole ed accattivante la storia, ho fatto tutta una tirata, fino alla fine.

Evidentemente avevo bisogno di questo, di un racconto scevro da violenze gratuite per rilassare la mente e addolcire il cuore.

Per chi non la conoscesse, Monica Pasero è un’instancabile scandagliatrice dell’animo umano e la sua sensibilità è seconda solo alla sua sconfinata fiducia nella nostra matrice spirituale, da cui tutti proveniamo e a cui ognuno si senta libero di dare il nome che più gli aggrada, secondo le proprie inclinazioni e credenze.

Non accenno volutamente alla trama. Probabilmente di storie come queste ci saranno librerie piene. Scritte così però, non saprei…

Ho avuto modo di scambiare quattro (mila) chiacchiere con l’autrice e quello che emerge è di una verità disarmante: non imita nessuno, non è influenzata da nessuno. E per nessuno intendo qualsiasi cosa possa essere ascritta ad una qualsiasi categoria di generi letterari, stili, correnti, mode, scritttori o personaggi pseudo-tali.

Lei è semplicemente genuina e non usa filtri per manifestarlo.
Con tutto quello che ne comporta, nel bene e nel male.

Questo vuol dire che la sua scrittura si può prestare a considerazioni diametralmente opposte: può piacere visceralmente o può far storcere il naso ai cultori della ricercatezza cruscaccademica.

Ma credo che questo a lei non interessi molto.

E neanche a me. Preferisco ascoltare una voce semplice e sincera piuttosto che una ricercata ed artefatta.

Otil Farg

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