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Pat Metheny, Una chitarra oltre il cielo

pat_methenyPat Metheny
Una chitarra oltre il cielo

di Luigi Viva

Ricostruire la vita di qualcuno non è mai facile, soprattutto quando il personaggio in questione è un super attivista stakanovista come Pat Metheny, da molti considerato come uno dei più grandi chitarristi jazz viventi, capace di vincere 20 Grammy Award (su 35 nominations) e di vendere circa 20 milioni di dischi in tutto il mondo.

Se a questo aggiungiamo che l’approccio non è meramente biografico ma perfettamente integrato all’analisi musicale delle innumerevoli composizioni metheniane, il quadro che ne viene fuori è una magnifica tavola sinottica che invita all’ascolto simultaneo. 

E infatti è proprio questo l’approccio che ho voluto dare stavolta alla nuova edizione del libro, rispetto alla precedente: ascoltare ogni brano incontrato ed analizzato nel testo, contemporaneamente alla lettura stessa.

Naturalmente la durata di alcuni pezzi andava ben oltre la descrizione della genesi e delle sue parti (in molti casi ho sfumato) e di conseguenza la lettura dell’intero libro è stata piacevolmente dilatata. Ma nell’insieme ne è venuto fuori un viaggio musicale strepitoso, in cui ho potuto assaporare tutta l’evoluzione di un grande artista e del suo straordinario percorso musicale.

Ma ho anche constatato la grande passione di uno dei suoi più grandi estimatori, qual’é appunto Luigi Viva, giornalista, scrittore e grande appassionato della musica di qualità, non nuovo a questo genere di lavori, avendo al suo attivo anche una delle migliori biografie autorizzate (anche se è riduttivo definirla come tale) sul compianto Fabrizio De André: “Non per un Dio, ma nemmeno per gioco”, edita da Feltrinelli.

A Luigi, quando ci siamo conosciuti più di una dozzina di anni fa, ho confessato di avere avuto da sempre il pallino di redarre un archivio, il più completo possibile, di tutte le date dei concerti di Pat sin dagli esordi con Gary Sivils e, tra mille peripezie l’ho portato ad un grado di accuratezza decente solo dopo tanti anni e tantissime ore rubate al sonno.

Scorrendo le quasi 400 pagine sono quindi rimasto colpito dall’incredibile quantità di materiale ricercato, confrontato, verificato, ricostruito, analizzato, intervistato, montato e perfezionato… rendendomi conto dell’enorme quantità di lavoro e di competenza dimostrata nel realizzare quest’opera, godibilissima e mai banale.

Il rischio infatti cui vanno incontro le biografie dei personaggi famosi è quello di risultare a volte noiose, dovendo fare i conti con interminabili sequenze di date ed avvenimenti in ordine cronologico. Luigi Viva ne ha esaltato invece i tratti del viaggio di continua scoperta, intrapreso dal chitarrista del Missouri più di 40 anni fa.

Tante e tali sono le variabili che hanno caratterizzato la carriera di Pat Metheny (col mitico gruppo, in trio, da solo o con formazioni estemporanee) da renderla assolutamente non inquadrabile in un genere ben definito.

Naturalmente la matrice comune è il jazz, nell’accezione più pura del termine e nel segno dell’improvvisazione come cifra stilistica senza compromessi, ma in effetti è tutto quello che orbita attorno al pianeta Metheny che lo trasforma in una incredibile galassia variopinta: le origini folk, le sonorità country, la musica classica “assorbita” da bambino, lo studio appassionato e maniacale del jazz e del blues, le incursioni pop e rock, la passione per la musica brasiliana, l’apertura alle forme meno conosciute…. Tutto ciò ha costituito negli anni un caleidoscopio di suoni e colori in cui si staglia, unica ed inconfondibile, la chitarra di Pat Metheny.

Un libro consigliato dunque agli amanti della buona musica in generale e a quelli del jazz in particolare. Un must, ovviamente, per i numerosissimi ammiratori sparsi in tutto il mondo.

Viva Metheny, Metheny Viva!

Luciano Triolo

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