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Io non ti vedo

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di Fabio Pascucci

Termino questo libro con un sussulto al cuore… l’autore è riuscito a catturare la mia attenzione fino all’ultima pagina, rendendo la narrazione per nulla scontata.

Durante l’immersione in questa lettura, i miei stati d’animo si sono alternati dalla curiosità all’angoscia per poi passare alla speranza.

Ogni pagina ha molto da dare al lettore, sia per l’eccelsa dialettica usata dall’autore stesso, sia per le nozioni storico-artistiche che arricchiscono lo scritto, riportando alla luce peculiarità di grandi pittori, cito tra tutti il Caravaggio. Nel contesto si uniscono anche reminiscenze storiche e religiose che valorizzano e completano ancor di più quest’opera.

La quale sin dalle prime pagine stupisce, incuriosisce e fa riflettere.

Il tutto ha inizio con la sparizione di una ragazza e la ricerca disperata di una madre nel ritrovarla. Letta così, sembrerebbe una delle tante storie già narrate, ma a poco a poco, addentrandosi nello scritto, il lettore comprenderà quanto sia particolare l’intera vicenda. Partendo proprio dalle tematiche trattate, legate all’occulto, alla percezione sensoriale, per poi passare alla discriminazione dell’uomo stesso, il quale teme persone e comportamenti che vanno oltre la concezione dell’umano pensiero.

Una vicenda che analizzerà l’animo umano di questa donna, sviscerandone le paure più recondite, rivalutando la vita stessa di questa madre a cui è stato affidato il dono della veggenza, diversa da tante, discriminata e ricercata al tempo stesso da molti, ma pur sempre una madre straziata dalla scomparsa di una figlia. E questa sua ricerca spasmodica nel ritrovare il suo affetto più caro, la condurrà invece verso un calvario emotivo.

Un viaggio a ritroso il suo, che riporterà chiarezza e luce nei tanti anni ormai persi e seppelliti sotto coltri di odio, gelosie e frustrazioni.

Verrà accompagnata in questo cammino da uno spirito amico, che passo dopo passo la guiderà verso la verità. Un viaggio empirico il suo, attraverso lo spettro della consapevolezza, dell’accettazione dei suoi sbagli. Dove ricomporrà i pezzi di una vita ormai consumata, nell’immancabile speranza che tutto ciò la conduca tra le braccia dell’amata figlia…

Io non ti vedo” di Fabio Pascucci arricchirà senza dubbio il vostro bagaglio culturale, ma non solo. Perché sarà l’animo a gioirne di più, comprendendo quanto spesso l’uomo per timore dell’ignoto e del diverso, paventi la gioia della conoscenza, rinchiudendosi in antiche convinzioni, reprimendo la propria crescita interiore. Non volendo cosi – è davvero il caso di dire – “vedere“.

Monica Pasero.

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