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Un Uomo

Un Uomo

Un Uomo - FallaciUn Uomo
Oriana Fallaci

“Ed era una voce che al solo udirla si perdeva la pace per sempre”

“Un Uomo” è il romanzo nel quale Oriana Fallaci racconta la storia di Alekos Panagulis, la storia del Panagulis politico, rivoluzionario e poeta greco, intellettuale e attivista per la democrazia e i diritti umani, ma racconta anche la storia del Panagulis compagno di vita, con il quale ha intrapreso una relazione non facile, complessa e unica.

Panagulis, giovane studente di ingegneria attua un’attentano contro il tiranno Papadopoulos, che però fallisce, viene arrestato, condannato a morte, la sentenza verrà spesso rinviata cosi come la condanna, a causa di pressioni internazionali e della rilevanza mediatica del caso: giustiziarlo potrebbe solo arrecare danno al regime. Panagulis viene torturato ripetutamente e passa diversi anni in prigione, principalmente quella di Boiati, nella quale vive in una cella chiamata “Tomba” per le sue dimensioni e dalla quale tenta più volte di evadere, ne uscirà per concessione di grazia da parte della finta democrazia instaurata dopo la caduta del regime di Papadopoulos. Qualche giorno dopo incontra la Fallaci e la loro storia d’amore durerà fino alla morte. Uscito di prigione però, Panagulis viene conteso da diverse forze politiche per la forte immagine mediatica che ha acquisito la sua storia, così anche se non si riconosce in nessuna di queste correnti politiche, decide di schierarsi con l’unione di centro, facendosi eleggere deputato, ma resterà sempre indipendente dal partito, cosa che gli procurerà sempre nemici e minacce.

Negli anni a seguire insoddisfatto della falsa democrazia greca, che si basa solo sul potere nascosto esercitato dalla componente militare, Panagulis tenta di raccogliere documenti e testimonianze per mostrare la natura corrotta del governo, mettendosi in conflitto con colui che ora regge le fila della nuova dittatura, il ministro della difesa Evangelos Averoff. Proprio quando Panagulis comincia a pubblicare i documenti segreti viene ucciso in un incidente automobilistico causato dall’inseguimento di due sicari alla guida di due differenti auto. Il governo greco non ammetterà mai le prove dell’omicidio, anzi inquinerà fatti e prove supportando sempre la tesi del tragico incidente .

La forza di questo romanzo è sicuramente nello straordinario potere di narrazione della Fallaci, al modo in cui ci mostra l’immagine di un uomo nella sua complessità: un uomo la cui forza delle proprie idee, la forza di volontà e la propria dignità lo portano oltre l’orrore della tortura della solitudine, delle umiliazioni, ma nello stesso tempo è un uomo segnato da profonde insicurezze e fragilità. Un uomo consapevole di quello che sarà il suo destino e che rischia di cadere nel baratro dell’angoscia e della disperazione, ma che continua nonostante tutto ad essere fedele a se stesso e a lottare. La Fallaci è spettatrice, compagna, complice, nemica, amante, confidente, strumento del suo destino, come lei stessa si definisce e ci consegna l’istantanea di un uomo  capace di entrare nella pelle e nei polmoni, di allontanarla e legarla indissolubilmente, di diventare parte di se stessa e di generare quell’amore che diventa un cancro pericoloso e difficile da estirpare, per dirla con le sue stesse parole: “un uomo e una donna portati ad amarsi dell’amore più pericoloso che esista: l’amore che mischia le scelte ideali, gli impegni morali, con l’attrazione ed i sentimenti.”

«Morirò e scriverai un libro su di me… Morirò e allora sì che mi amerai per sempre»

Pamela Cicala

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